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Ricerche di s/confine. Oggetti e pratiche artistico / culturali >
Le mostre. VI, 1 (2015) >

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/1889/3270

Titolo: Luoghi dove la gente abita
Autori: Boragina, Federica
Data: 4-feb-2017
Editore: Dipartimento dei beni culturali e dello spettacolo, Università di Parma
Tipo di documento: Article
Abstract: L’attività artistica di uno dei curatori più apprezzati, Hans Ulrich Obrist, inizia nella sua cucina con The kitchen show. È il 1991 e poco dopo Obrist cura una mostra di Gerard Richter, allestendola nella casa di Nietzsche. Già cinque anni prima Jan Hoet aveva coinvolto cinquantotto abitazioni della città di Gand in una “mostra domestica diffusa”, Chambre d’Amis, divenuta celebre. Dagli anni Settanta le mostre non restano nei confini istituzionali ma, dopo essere scese in strada, entrano nelle case private, talvolta solo per una sera. In cucina, in camera da letto o in bagno: cade la distinzione fra luogo deputato all’arte e no, fra pubblico e privato. Ciò comporta un cambiamento nella percezione dell’opera e dei legami sociali che la fruizione artistica induce. Questo articolo si propone di documentare e leggere criticamente il fenomeno delle mostre negli spazi domestici dagli anni Novanta a oggi, con particolare attenzione alle iniziative private senza fini di lucro esistenti in Italia.
The Hans Ulrich Obrist’s artwork experience started in his kitchen with The kitchen show. It was 1991 and, immediaely after, he curated Gerard Richter’s exhibition in Nietzsche’s house. Five years before, Jan Hoet had involved fiftyeight private houses in Gand in a widespread art exhibition, Chambre d’Amis, which became famous. Since the Seventies, the art exhibition has left the boundaries of the art system, galleries, museums and, after having occupied the streets, entered the houses, even only for a evening. In the kitchen, in the badroom or in the bathroom: the distinction between what is art space and what isn’t, between the public and private disappears. It means a change in the percepition of artwork and about the social relations arising from art use. This article aims to report and analyze the art exhibition in domestic spaces during the Nineties, with a particular focus on the non profit realities in Italy.
InLe mostre. VI, 1 (2015)

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