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Ricerche di s/confine. Oggetti e pratiche artistico / culturali >
Le mostre. VI, 1 (2015) >

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/1889/3269

Titolo: Le pratiche espositive e le opere complesse: alcuni casi nei musei italiani
Autori: Piatti, Alessandra
Data: ott-2015
Editore: Dipartimento dei beni culturali e dello spettacolo, Università di Parma
Tipo di documento: Article
Abstract: Nell’ambito delle opere contemporanee dal carattere complesso (mediale, installativo, performativo, interattivo e partecipato), le esposizioni non si limitano più a essere strumenti di comunicazione e di dialogo con il pubblico, ma si configurano come veri e propri momenti di co-creazione, di scambio e di conoscenza non solo della cultura e della società del proprio tempo, ma dello stesso linguaggio e della struttura del sistema artistico contemporaneo. Attraverso determinate pratiche espositive e installative e precise scelte curatoriali e tecniche, le esposizioni, infatti, rivelano l’intricata rete relazionale che lavora nel ‘dietro le quinte’ della macchina produttiva e creativa artistica. Tramite l’analisi di alcune mostre particolarmente significative per comprendere l’evoluzione delle pratiche espositive nel corso di un secolo, il contributo intende tracciare una breve storia della reciprocità di influenze tra esposizione e opera site, time e context specific, per poi soffermarsi, in maniera più approfondita, sui differenti approcci espositivi che i musei utilizzano in relazione a lavori con caratteristiche e gradi di co-autorialità e co-creatività diversi: un progetto di arte relazionale (Time Capsule, 2006-2056, di Ryan Gander) presso il MAMbo - Museo d’arte Moderna di Bologna e un’installazione site e context specific (Mutterseelenallein, 1989-2009, di Reinhard Mucha) presso il Museo d’arte contemporanea Castello di Rivoli.
Exhibitions of contemporary artworks of complex nature (installations, performances, interactive and participatory projects), are moments of co-creation, exchange and awareness. They are no longer limited to displaying works by contemporary artists, but also now reveal, by using determined exhibition and installation practices and precise curatorial techniques, the intricate network of relations that exists ‘behind the scenes’ at the museum. Studying display strategies allows us to glimpse the museum structure, which rests on the decisions taken by figures with different relational skills: an exhibition, as a complex artwork, is the result of numerous choices, creative acts by the artist, artist assistant, curator, conservator, architect, etc. Only the observation and documentation of these combined actions give the work back its identity as a collective action in the space and time defined by the museum. Presenting a brief history of relationship between exhibition and complex artworks, this article aims to investigate how museums react to works with different properties and different levels of co-authorship and co-creativity: a relational project (Time Capsule, 2006-2056, by Ryan Gander) at MAMbo in Bologna and site and context-specific installation (Mutterseelenallein, 1989-2009, by Reinhard Mucha) at Castello di Rivoli.
InLe mostre. VI, 1 (2015)

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