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Le mostre. VI, 1 (2015) >

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/1889/3262

Titolo: Caravaggio a Milano, 1951. Il dibattito sulla carta stampata: critica e militanza
Autori: Casati, Alessandra
Data: ott-2015
Editore: Dipartimento dei beni culturali e dello spettacolo, Università di Parma
Tipo di documento: Article
Abstract: La mostra dedicata a Caravaggio, che si tenne a Milano nella primavera del 1951 a cura di Roberto Longhi, rappresentò un momento culminante degli studi caravaggeschi della prima metà del XX secolo e segnò uno spartiacque nella storia critica del maestro lombardo. In questa sede si prendono in esame testimonianze sinora poco valutate, ovvero le recensioni e gli articoli apparsi sulla stampa periodica non specialistica e sui quotidiani, che offrono materia per una riflessione più ampia sul tema del realismo. Si tratta di attestazioni cariche della vivacità del momento storico, di cui traducono polemiche, sensazioni, opinioni in grado di restituire la tensione tipica dell’evento espositivo. Tra gli attori di questa complessa vicenda si trovano editorialisti, pubblicisti, letterati e critici militanti, quali Leonardo Borgese, Alfredo Mezio, Mario De Micheli, Elio Vittorini, ma anche registi e documentaristi come Umberto Barbaro, che fu collaboratore di Longhi.
The exhibition dedicated to Caravaggio, which was held in Milan in the spring of 1951 by Roberto Longhi, was a culmination of Caravaggio studies in the first half of the twentieth century and marked a watershed in the history of criticism of the Lombard master. Here the author examines some unappreciated evidences, that is the reviews and the articles published in periodicals and newspapers, which offer material for a broader reflection on the theme of realism. They are proof of the liveliness of the historic moment, of which translate controversy, feelings, opinions that can return the typical tension of the exhibition. Among the actors of this complex situation there are columnists, publicists, writers and critics, such as Leonardo Borgese, Alfredo Mezio, Mario De Micheli, Elio Vittorini, but also directors and documentarians like Umberto Barbaro.
InLe mostre. VI, 1 (2015)

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