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Le mostre. VI, 1 (2015) >

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/1889/3258

Titolo: Quasi una mostra. Wart Arslan, Giulio Carlo Argan e l’allestimento del Museo dell’Alto Adige tra propaganda e museografia, 1933-1939
Autori: Angelini, Gianpaolo
Data: ott-2015
Editore: Dipartimento dei beni culturali e dello spettacolo, Università di Parma
Tipo di documento: Article
Abstract: La riorganizzazione del Museo dell’Alto Adige assunse il carattere di evento espositivo e propagandistico comparabile alle grandi mostre di regime degli anni Trenta. Per il riallestimento del museo venne chiamato Wart Arslan, studioso della pittura e dell’architettura con particolare attenzione all’area veneto-lombarda, il quale ebbe il difficile compito di costruire ex novo la pinacoteca del museo bolzanino, allineando opere e dipinti provenienti solo in minima parte dalle collezioni locali, ma perlopiù derivanti da prestiti delle gallerie statali di Bologna, Venezia e Firenze. Un’operazione di fatto comparabile ad una mostra temporanea, ma con l’ambizione di essere occasione di definitiva affermazione dell’appartenenza dell’Alto Adige al Regno d’Italia. In questa sede, sulla scorta dell’epistolario di Arslan e della pubblicistica apparsa su riviste specializzate e non, si mira a ricostruire l’allestimento del museo, dedicando attenzione anche ai criteri espositivi.
The reorganization of the Museum of Alto Adige (South Tyrol) became a propaganda operation comparable to the great exhibitions of the regime of the thirties. The redevelopment of the museum was entrusted to Wart Arslan, scholar of Baroque painting and architecture with special attention to the Veneto and Lombardy, who had the difficult task of building from scratch a gallery, lining works and paintings only minimally from local collections, but mostly under loans of state galleries of Bologna, Venice and Florence. An operation in fact comparable to a temporary exhibition, but with the purpose to affirm the Italian identity of South Tyrol. Here, on the basis of the correspondence of Arslan and publications that appeared in magazines, the author reconstructs the history of the museum, paying attention to the display criteria.
InLe mostre. VI, 1 (2015)

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