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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/1889/1996

Autori: Hirsch, Debora
Curatori: Bignotti, Ilaria
Titolo: Il fiore e la pietra
Data di realizzazione: 2002
Abstract: Il fiore e la pietra è un progetto di scultura urbana per una piazza della città di Torino. Il tema trae la sua prima ispirazione dal fumetto B.C. di Johnny Hart: un fragile fiore dialoga con una pietra. Lʼambiguità tra solidità e fragilità è simbolicamente accostata alla situazione avversa in cui si trova lʼindustria torinese per eccellenza, FIAT, e al problema dei quartieri dormitori. Il contesto nel quale venne realizzato il progetto è tuttora sintomatico di una situazione diffusa dellʼarte contemporanea: ideato per partecipare a un concorso, non venne mai realizzato, come nessuno degli altri progetti proposti in quella occasione, a causa della mancanza di fondi. Titolo del concorso, «Premio Artegiovane/Torino Incontra. Una porta per Torino» curato da Guido Curto che nel 2002 era giunto alla sesta edizione e aveva invitato giovani artisti italiani a progettare un intervento di arte urbana per piazzale Caio Mario. Troviamo notizia del concorso e della problematica ricorrente di non poter realizzare i progetti selezionati e vincitori a causa della mancanza di fondi su un articolo de “La Repubblica” datato 23 gennaio 2003 e pubblicato online qui dove si conclude auspicando che “[…]qualche ente pubblico decida di aiutare unʼ iniziativa che si è affermata nel panorama nazionale e che costituisce una delle voci private più dinamiche dellʼ attività culturale piemontese” e che permetta così al pubblico di non poter solo immaginare i lavori sulla carta e sui bozzetti. Debora Hirsch era stata invitata da Gianni Romano e per progettare lʼinstallazione aveva richiesto la collaborazione dello studio di architettura di Marco Della Torre. Il progetto proposto da Hirsch è esemplificativo della sua ricerca che fin dai primi momenti indaga le relazioni tra identità e alterità, natura e scienza, reale e virtuale. Cresciuta con i linguaggi iperrealisti e con la cultura pop degli anni ʼ60-ʼ70, lʼartista elabora un linguaggio che mira a svelare le dinamiche di potere e le esigenze della commercializzazione globale nascoste dietro la seduzione delle immagini mediatiche. Nellʼanno in cui venne ideato il progetto Il fiore e la pietra, Debora Hirsch aveva iniziato a riflettere sulle mutazioni virtuali del volto umano, rielaborando ritratti del proprio viso e riproducendoli poi con la tradizionale tecnica a olio. Il fiore e la pietra sono due icone, due simboli – vegetale e minerale – di una natura primordiale ed essenziale. Il fiore e la pietra sono tutti i fiori e tutte le pietre di una città, sono due immagini pure, semplici, e per questo assolute, stranianti: si innestano e invadono il panorama urbano, con evidente intenzione di stravolgere la percezione del luogo quotidianamente attraversato dai cittadini. Così lʼartista spiega la poetica del progetto: “Ho trovato una grande forza iconografica e simbolica nel semplice accostamento di un fiore primaverile ad una pietra solida ed incorruttibile. Il fiore infatti riassume i concetti associabili alla primavera: la rinascita, la freschezza, il risveglio, il nuovo, la giovinezza, la ricerca; fenomeni graditi, anche se temporanei, e da alimentare continuamente. La pietra richiama invece la durevolezza, il rigore, lʼesperienza, il consolidamento, il risultato concreto […]Torino, una città di grande tradizione e dinamismo politico, culturale ed industriale si trova ad attraversare un periodo delicato della propria storia, contrassegnato dalla crisi della Fiat, che potrebbe portare alla cessione del controllo del settore auto. Eʼ un momento in cui bisogna guardare alla storia passata non con la delusione e rassegnazione per i primati persi, ma per ritrovare lo spirito di innovazione e di dinamismo che aveva permesso di conquistare quegli stessi primati, e quindi guardare avanti e ricreare con vigore le condizioni di entusiasmo verso lo sviluppo”.
The Flower and the Stone is a project of a urban sculpture for square in Turin, Italy. The theme draws its first inspiration from B.C. comics by Johnny Hart: a frail flower dialogues with a stone. The ambiguity between solidity and frailty is symbolically set aside the then very adverse situation of FIAT, the most important manufacturing company of Turin, and the problem of the blue collar sleeping area. The environment in which the project was developed is typical of a still common situation in contemporary art: conceived to apply to a contest, it was never realized, as well as all the other projects presented, due to lack of funds. The title of the contest was «Premio Artegiovane/Torino Incontra. Una porta per Torino» curated by Guido Curto which in 2002 had got to its sixth edition and had invited young Italian artist to conceive a urban art work for Caio Mario square. News of the contest and the issues of not being able to realize the winning projects due to lack of funds in a “La Repubblica” article dated January 23, 2003 and published online here, where the conclusion was a wish that “[…] some public entity decides to help an initiative that emerged at a national level and that represents one of the most dynamical private voices of cultural activity in Piedmont” and to allow therefore the public to enjoy those works and not just imagine them based on paper drafts. Debora Hirsch had been invited by Gianni Romano; for the technical project she had requested the collaboration of the architect Marco Della Torre.The project presented by Hirsch is an example of her research that from early on pursues a research between identity and diversity, nature and science, real and virtual. Grown up with the hyper realistic languages of the pop culture of the 60s and 70s, the artist develops a language that aims to reveal the dynamics of power and the requirements of global commercialization hidden behind the seduction of media images. In the year when the project The Flower and the Stone had been developed, Debora Hirsch had started to work on virtual mutations of human face, processing portraits of her own face and subsequently painting them with the traditional oil on canvas technique. The Flower and the Stone are two icons, two symbols – vegetal and mineral – of a primordial and essential nature. The Flower and the Stone are all the flowers and all the stones in a city; they are two pure, simple and therefore absolute images, estranging: they plug in and invade the urban landscape, with the clear intention to twist the perception of the place, daily crossed by citizens. Thus the artist explains her project poetry: “I found a great iconographic and symbolic strength just by setting aside a spring flower with a solid an imperishable stone. The Flower, in fact, embodies the concepts linked to spring: rebirth, freshness, wakening up, the new, the youth, the research; welcomed ideas, although temporary, to be fed continuously. The Stone is connected with durability, hardship, experience, consolidation, concrete results […] Turin, a city of great traditions and political, cultural and industrial dynamism is facing a very delicate stage of its history, marked by Fiat crisis, that could lead to losing the control of the automotive sector. It is a moment when we need to look at the past history not with disappointment and resignation for the lost records, but to find the innovation and dynamic spirit that had fostered the conquest of such records, and to look forward and recreate with vigor the conditions of enthusiasm for development”.
Descrizione: Progetto.doc Progetto presentato dallʼartista per il concorso e completo di una descrizione dellʼinstallazione, una poetica che ne rivela gli intenti e le motivazioni teoriche e artistiche, una dettagliata descrizione tecnica completa di costi realizzativi e di un disegno che si sviluppa lungo le 4 pagine del progetto stesso e riproducente “il fiore”. Foto 01.doc Foto 02.doc Foto03.doc Foto04.doc Quattro immagini digitali che mostrano, da diverse prospettive urbane, il risultato visuale della installazione proposta e la sua interazione rispetto allʼarchitettura urbana della piazza Caio Mario a Torino. Le immagini sono numerate progressivamente da 1 a 4 secondo lʼordine suggerito dallʼartista. Nella lettera che accompagna il progetto donato a MoRE, lʼartista aggiunge di avere recentemente guardato sul web lʼattuale stato della piazza torinese: “[…] ʻsurgelataʼ a quando ero stata lì con lʼarchitetto Marco Della Torre a fare il sopralluogo”.
Progetto.doc Project presented by the artist for the contest, including an installation description, a poetics that reveals its objectives and its artistic and theoretical motivations, a detailed technical description with its realization costs and a four-page drawing of the project itself and of the “The Flower”. Foto 01.doc Foto 02.doc Foto03.doc Foto04.doc Four digital images that show, from different urban perspectives, the visual result of the suggested installation and its interaction with the urban architecture of Caio Mario square in Turin. The images are numbered progressively from 1 to 4 according to an order defined by the artist. In the letter that accompanies the project donated to MoRE, the artist says to have recently looked in the web what is the current state of the Turin square: “[…] ʻfrozenʼ to the condition it had when I went there with architect Marco Della Torre”.
Contiene:  Progetto
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Tipo di documento: Working Paper
InMoRE - Collezione Progetti

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